Mese: agosto 2018

Il Che Guevara di Jorit

Agoch Jorit è un artista napoletano di origine olandese, che spesso, con la sua street art ha fatto discutere. Non ultimo, infatti, il suo arresto a Betlemme dove aveva realizzato un’opera dedicata alla giovane attivista palestinese Ahed Tamimi.

Il murale è stato realizzato sul fianco di un edificio di edilizia popolare nel quartiere napoletano di Taverna del Ferro, altrimenti noto come il Bronx di Napoli Est. Sotto al dipinto viene riportata una celebre frase del rivoluzionario argentino:

Dicono che noi rivoluzionari siamo romantici, si è vero ma lo siamo in modo diverso, siamo quelli disposti a dare la vita per quello in cui crediamo. E in qualunque luogo ci sorprenda la morte che sia la benvenuta, purché il nostro grido di guerra giunga a un orecchio ricettivo e purché un’altra mano si tenda per impugnare le nostre armi. Il guerrigliero impugna le armi per rispondere all’ira del popolo contro l’oppressore e lotta per cambiare il regime sociale colpevole di tenere i suoi fratelli inermi nell’ombra e nella miseria. Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti in ogni circostanza, ma mai in ogni circostanza e in ogni epoca storica si potrà avere la libertà senza la lotta!

Comunicato del PCI ligure: “A Genova tragedia annunciata”

Il disastro del crollo del ponte Morandi a Genova e la disgrazia delle tante vittime ci lascia sgomenti. Siamo vicini alla popolazione di Genova, alle vittime ed ai loro familiari; ci stringiamo a loro in un forte abbraccio.

La tragedia era purtroppo annunciata, già da anni la manutenzione al ponte presentava notevoli criticità purtroppo sempre sottovalutate e affrontate con la solita evidente superficialità. Le grandi opere infrastrutturali all’epoca erano assolutamente necessarie e rimangono molto importanti ma se non vengono poi effettuati, o se vengono ridotti al lumicino, gli interventi di manutenzione, il nostro diventa un Paese nel quale è sempre più pericoloso vivere.

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Genova, Alboresi: «Tragedia immane, basta con politica che sacrifica sicurezza e vite a rigore finanziario»

La notizia del crollo del ponte Morandi a Genova e la tragedia delle tante vittime causate sconvolge tutto il Paese. Ad una popolazione sconvolta, il governo ha il dovere di garantire il soccorso urgente e immediato.

L’Italia è un Paese che oramai è chiamato a piangere le conseguenze disastrose di tragedie dovute all’assenza di manutenzione, di messa in sicurezza e di custodia delle opere, delle infrastrutture e del territorio. Queste priorità non possono essere soggette a rigore di spesa o, peggio, a taglio di risorse, come avviene oramai da anni ed anni.

Bisogna invertire questa tendenza, ponendo fine al cosiddetto “rigore”, finanziando un piano straordinario di manutenzione e adeguamento che riguardi tutte le infrastrutture più importanti del Paese. Non si tratta di retorica, ma – a questo punto – di salvare la vita.

di Mauro Alboresi,
Segretario nazionale PCI