Mese: maggio 2018

Quarant’anni fa la legge 194, una norma fondamentale per la tutela dei diritti e della salute delle donne

Siamo ancora molto lontani da una piena attuazione del dettato della legge 194, nonostante siano passati quarant’anni dalla sua entrata in vigore (22 maggio 1978) e nonostante sia passata indenne da ben due consultazioni referendarie, entrambe del 1981.

La legge 194, entrata in vigore il 22 maggio 1978, Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza, è la legge che ha decriminalizzato e disciplinato le modalità di accesso all’aborto.

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Intervista a Karl Marx

R. Landor, corrispondente del World, intervista Marx a Londra il 3 luglio 1871. Soltanto un paio di mesi prima, la Comune di Parigi, cui Marx aveva partecipato, era stata soffocata nel sangue.

Questo articolo è uscito il 3 gennaio 1997 nel numero 162 di Internazionale, a pagina 11. L’originale era uscito su The World il 18 luglio 1871. Noi lo abbiamo ripreso da sbilanciamoci.info, che lo ha pubblicato il 7 maggio 2018.

Londra, 3 luglio 1871

Mi avete chiesto di raccogliere informazioni sull’Associazione Internazionale e io ho cercato di farlo. Attualmente, si tratta di un’ardua impresa. Londra è indiscutibilmente il quartier generale dell’Associazione, ma gli inglesi sono spaventati e sentono odor d’Internazionale dappertutto, come re Giacomo sentiva odor di polvere da sparo dopo la famosa congiura. Naturalmente, il livello di consapevolezza dei membri dell’Associazione è aumentato con la sospettosità del pubblico e se gli uomini che la dirigono hanno un segreto da custodire, il loro stampo è tale da custodirlo bene. Ho fatto visita a due dei suoi esponenti più in vista; con uno di essi ho parlato liberamente e qui di seguito riferisco il succo della nostra conversazione. Mi sono personalmente accertato di una cosa, e cioè che si tratta di un’associazione di veri lavoratori, ma che questi lavoratori sono guidati da teorici politici e sociali appartenenti a un’altra classe. Uno degli uomini che ho visto, fra i massimi dirigenti del Consiglio, si è fatto intervistare seduto al suo banco da lavoro, e a tratti smetteva di parlare con me per ascoltare le lamentele espresse in tono tutt’altro che cortese da uno dei tanti padroncini del quartiere che gli davano da lavorare. Ho sentito quello stesso uomo pronunciare in pubblico discorsi eloquenti, animati in ogni loro passo dalla forza dell’odio verso le classi che si autodefiniscono governanti. Ho capito quei discorsi dopo aver assistito a uno squarcio della vita domestica dell’oratore. Egli deve essere consapevole di possedere abbastanza cervello da organizzare un governo funzionante ma di essere costretto a dedicare la sua vita alla più estenuante routine di un lavoro puramente meccanico. Pur essendo un uomo orgoglioso e sensibile, era continuamente costretto a rispondere a un grugnito con un inchino, e con un sorriso a un ordine che sulla scala dell’urbanità si collocava più o meno allo stesso livello del richiamo che il cacciatore lancia al suo cane. Costui mi ha consentito di scorgere un aspetto della natura dell’Internazionale, la rivolta del lavoro contro il capitale, dell’operaio che produce contro il borghese che gode. Quella è la mano che colpirà duro quando giungerà il momento, e quanto alla mente che progetta, credo di aver veduto anche quella, nella mia intervista con il dottor Karl Marx.

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Partigiano Baracca, presente!

Domenico Dagnino, il partigiano “Baracca” è il secondo da sinistra mentre sfila per le vie di Genova il giorno della Liberazione

Quando un partigiano muore, non muore mai del tutto. Lascia una traccia, un segno indelebile del suo passaggio su questa terra, un’eredità pesante da raccogliere e un imperativo morale.

In genere, i partigiani erano gente normale e, allo stesso tempo, eccezionale. Gente normale perché, come tutti noi, aveva l’ambizione di una vita tranquilla, di mettere su famiglia, di potersi mantenere con il suo lavoro. Ma erano anche gente eccezionale, perché a un certo punto della loro esistenza, dovettero fare scelte tragiche (nel senso vero della parola). Persone in prevalenza umili che hanno saputo mettere in gioco la loro vita, forse per dare un senso vero a questa parola, per poterla vivere con dignità. I partigiani furono dei veri anticonformisti, scelsero la via dei monti per conquistare la libertà, per loro stessi e per il proprio popolo. Non cedettero alla tentazione di lasciarsi trascinare dalla corrente, di accettare supinamente lo stato delle cose.

Si diedero tutti un nome di battaglia, per non essere riconosciuti e – forse – per infondersi coraggio, dato che andavano a combattere contro quello che era un esercito potentissimo affiancato dai suoi lacchè repubblichini. Domenico Dagnino si ispirò a Francesco Baracca, l’asso dell’aviazione italiana nella Prima guerra mondiale. Era un nome nobile, da vero combattente.

A noi che abbiamo avuto la fortuna di averlo compagno, seppur per pochi anni, rimane l’orgoglio di averlo potuto annoverare fra le nostre file e l’obbligo, che facciamo silenziosamente nostro, di essere degni del suo insegnamento: lottare per la libertà, l’uguaglianza e la giustizia, consapevoli che la nostra battaglia non sarà né facile né breve e che mai dovremo arretrare di fronte al pericolo, purtroppo ancora attuale, del ritorno del fascismo nel nostro Paese.

La federazione di Genova del Partito Comunista Italiano ce la metterà tutta. Stanne certo, compagno Baracca, noi continueremo la tua battaglia e non ti dimenticheremo.

Partigiano Baracca, presente!

Marxismo oggi in occidente: Le ragioni di una crisi e la necessità di una rinascita

In occasione del 200° anniversario della nascita di Karl Marx, il sito di Radio Cina Internazionale (italian.cri.cn) ha ospitato un articolo di Francesco Maringiò, della redazione di Marx21.it  

Il 2018 è un anno ricco di anniversari importanti per la storia del movimento comunista e del marxismo, a partire dalla celebrazione del bicentenario della nascita di Karl Marx ed il 170esimo anniversario del Manifesto del Partito Comunista.

L’occasione è propizia, in sede di dibattito storico e culturale, per porsi una domanda essenziale: perché ha senso – politico e teorico – parlare di ritorno al (e del) pensiero di K. Marx?

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Bicentenario della nascita di Karl Marx

Duecento anni fa, a Treviri, nasceva Karl Heindrich Marx.

Non è certamente possibile tracciare in poche righe un ritratto biografico delle opere, sia letterarie che politiche, del grande pensatore tedesco. Abbiamo quindi preferito utilizzare la biografia che scrisse Franz Mehring: Vita di Marx, (della quale stiamo completando la trasccrizione), opera che si trovava quasi ovunque nelle sezioni del Partito Comunista Italiano e che ha contribuito a formare intere generazioni di comunisti. Per parte nostra, ci siamo limitati soltanto a inserire poche immagini, per rendere più gradevole la lettura del testo.

 

Che senso dare a questo Primo Maggio

Nel corso degli anni, la ricorrenza del Primo Maggio si è molto trasformata, segno dei tempi e delle conquiste che la classe operaia (un tempo la chiamavamo così) ha saputo ottenere in centocinquant’anni di lotte, spesso sanguinose. Se proprio vogliamo andare all’inizio di questa storia dobbiamo risalire agli anni della Prima Internazionale, quella fondata da Karl Marx, quando, per la prima volta, si stabilì che la giornata lavorativa dovesse essere di otto ore (per una breve disamina dei passaggi fondamentali della storia del movimento operaio riferiti alla Festa del Primo Maggio, vedere Storia del Primo Maggio).

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Italo Calvino: “Primo Maggio vittorioso”

Quella del 1° Maggio 1945 fu una ricorrenza molto importante. Sei giorni prima l’Italia era stata liberata dall’occupazione tedesca e dalla dittatura fascista e il giorno precedente i tedeschi si erano formalmente arresi agli anglo-americani, decretando – anche ufficialmetne – la fine della guerra nel nostro paese.

A ragione, quindi, Italo Calvino, nell’articolo pubblicato sul numero 13 de “La voce della democrazia” quello stesso giorno, lo definisce “il primo maggio più radioso che l’umanità abbia festeggiato finora.

La prima pagina dell’Unità del 1 maggio 1945

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