Mese: Marzo 2018

Il FMI comunica: servono tagli

Mauro Alboresi
Segretario nazionale PCI

Nei giorni scorsi, alcuni organi di stampa e di informazione, hanno dato conto delle dichiarazioni del Fondo Monetario Internazionale in merito al sistema previdenziale italiano.

Il messaggio è inequivocabile: occorrono altri tagli, altro che superamento della Legge Fornero!

Su dove e come intervenire il FMI è stato altrettanto chiaro: abolizione della quattordicesima; riduzione della tredicesima per coloro che sono andati in pensione con il sistema retributivo o con il sistema misto (retributivo/contributivo); innalzamento della contribuzione per i lavoratori autonomi.

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Centoventicinque anni fa nasceva Palmiro Togliatti

Palmiro Togliatti

Il 26 marzo 1896, a Genova, in una famiglia piccolo borghese nasceva Palmiro Togliatti, uno dei più importanti leader del movimento comunista non solo italiano, ma internazionale.

Sulla sua attività politica sono state scritte decine di migliaia di pagine e non è certo questa la sede per tentare di tracciarne una biografia. Quello che ci preme ricordare, oggi, è stata la sua capacità di statista, di politico che guardava più al bene dell’Italia che all’interesse spicciolo del proprio partito e della propria comunità di riferimento. È noto, infatti, che fu proprio Togliatti insieme a De Gasperi a introdurre il suffragio universale alle donne nel 1945 (decreto n. 23 del febbraio 1945), così come l’elettorato passivo concesso l’anno successivo.

Oggi, forse, la portata di questo atto ci sembra normale, ma dobbiamo ricordare che l’Italia era appena uscita dall’epoca fascista, nella quale ogni speranza di voto femminile era stata disattesa. A tal proposito, Mussolini aveva affermato “le donne sono sufficienti per un’ora di spasso ma non adatte a un calmo ed equilibrato lavoro”. E invece… le donne apprezzarono la svolta e si recarono a votare in massa, sebbene la rappresentanza femminile nei consigli comunali e nella stessa Assemblea Costituente non fosse così consistente come il numero delle elettrici avrebbe potuto far credere, anche a causa – occorre dirlo – di alcune resistenze nella composizione delle liste.

Solidarietà nei confronti di chi ha il coraggio di dire la verità

“I nostri torturatori sono al vertice della polizia, lo sforzo che chiediamo a un paese dittatoriale è uno sforzo che abbiamo dimostrato di non saper far per vicende meno drammatiche. I nostri torturatori, o meglio chi ha coperto i torturatori, come dicono le sentenze della Corte di Strasburgo, sono ai vertici della polizia, come possiamo chiedere all’Egitto di consegnarci i loro torturatori?”.

Queste parole sono state pronunciate dal Pubblico Ministero della Corte d’Appello di Genova Enrico Zucca nel corso di un convegno che si è tenuto il 20 marzo. E chiunque abbia vissuto le tragiche giornate del G8 nel 2001 non può che riconoscersi nelle sue affermazioni. In quei giorni nella nostra città si svolsero fatti di inaudita gravità: oltre all’omicidio di Carlo Giuliani, le torture alla Diaz e alla caserma di Bolzaneto, le cariche indiscriminate delle forze dell'”ordine” contro pacifici manifestanti, l’impunità assoluta per provocatori e infiltrati, alcuni giorni di sospensione dei diritti civili.

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L’Italia nella morsa USA/NATO

Manlio Dinucci, Il Manifesto, 13 marzo 2018

Sono in corso simultaneamente, nella prima metà di marzo, due grandi esercitazioni di guerra – l’una nel Mediterraneo di fronte alle coste della Sicilia, l’altra in Israele – ambedue dirette e supportate dai comandi e dalle basi Usa/Nato in Italia.

Alla Dynamic Manta 2018 – esercitazione di guerra sottomarina, appoggiata dalle basi di Sigonella e Augusta e dal porto di Catania – partecipano forze navali di Stati uniti, Canada, Italia, Francia, Belgio, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Grecia e Turchia, con 5000 uomini, navi di superficie, sottomarini, aerei ed elicotteri.

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Ciao Giusy

Pochi minuti fa abbiamo appreso della morte di Giusy Giani, nostra compagna ai tempi del PdCI.

Giusy Giani, insieme al marito Giordano Bruschi, è sempre stata una combattente. Residente in Val Bisagno è sempre stata al centro delle lotte del suo territorio, animandone la vita politica e lavorando con cura certosina per la salvaguardia delle sue risorse, prima fra tutte l’Acquedotto storico.

Militante dell’ANPI e dell’ARCI, Giusy è sempre stata una donna che mai si è tirata indietro, fino a quando le forze glielo hanno concesso e prima che la malattia ne limitasse le capacità di movimento.

A Giordano Bruschi e a tutti i familiari e amici di Giusy esprimiamo il nostro profondo cordoglio, ma siamo certi di rivederlo presto al lavoro e alla lotta.

Compagna Giusy, che la terra ti sia lieve.

Sul quadro internazionale, sulla Russia, su Putin

Il Partito Comunista di Lughansk, tramite il suo stesso Segretario Generale, compagno Maxym Chalenko, ha rivolto al PCI alcune domande sulla fase internazionale, sulla Russia e su Putin. Pubblichiamo le risposte che sono state inviate al compagno Chalenko dal Segretario Nazionale del PCI, Mauro Alboresi e dal Responsabile Esteri del PCI Fosco Giannini.

D. I mass-media dell’ Ue attaccano la Russia, accusandola di organizzare elezioni presidenziali non trasparenti. Qual è il giudizio del PCI ? Le elezioni nei Paesi dell’Ue sono democraticamente perfette?
R. Per rispondere a questa domanda occorre sviluppare una riflessione più generale. Proviamo, brevemente, a farlo: dopo la caduta dell’Unione Sovietica e del “campo socialista” il capitalismo mondiale crede e sostiene ( basta ricordare il famosissimo libro di Francis Fukuyama “La fine della Storia”) che il socialismo sia fallito per sempre, che le forze antimperialiste siano scomparse dal mondo e che la “storia sia finita” con la vittoria perenne del sistema capitalistico. In verità, passano pochi anni dalla caduta dell’URSS e le forze antimperialiste, comuniste e rivoluzionarie dell’intero mondo rialzano la testa e spuntano di nuovo le unghie alle forze imperialiste mondiali. Si risveglia in senso antimperialista e socialista l’intera America Latina; si rafforza il fronte antimperialista in Africa; si costituisce un asse rivoluzionario tra il Sud Africa di Mandela e la Libia di Gheddafi, un’asse volto alla costruzione di un’Africa indipendente, libera e antimperialista, con una Banca Africana sostenuta dai fondi sovrani libici e una moneta africana autonoma dal dollaro ( e ciò porta all’attacco militare imperialista contro la Libia); nell’Eurasia si costituisce un gigantesco fronte dal carattere antimperialista sostenuto essenzialmente dalla Cina, dalla Russia e dall’India. Pochi anni dopo l’illusione imperialista della “ fine della storia”, insomma, il mondo cambia in modo incredibilmente rapido e profondo, si costituisce l’alleanza internazionale e poderosa dei BRICS e i rapporti di forza mondiali cambiano a favore dei Paesi, degli Stati e dei Popoli socialisti o in via di liberazione dal dominio imperialista.
Occorre capire tutto ciò per comprendere la grande offensiva ( militare, economica, politica, ideologica e mediatica) che, dunque, le forze imperialiste scagliano contro i BRICS, contro gli Stati e i popoli in via di liberazione ( guerre di distruzione contro l’Iraq, la Libia, la Siria, lo Yemen, costruzione del potere nazifascista a Kiev, i golpe filo imperialisti contro Lula in Brasile, in Argentina, in El Salvador, il golpe strisciante e continuo contro il Venezuela di Maduro…) , occorre capire tutto ciò per comprendere anche la vasta offensiva imperialista ( offensiva militare, politica, economica, mediatica) contro la Russia di Putin, una colonna dell’alleanza mondiale dei BRICS.
Noi crediamo che l’accusa contro la Russia di avere elezioni “non trasparenti” rappresenti, in verità, una parte di questa poderosa offensiva dell’imperialismo USA, della NATO e delle forze capitaliste internazionali volta a delegittimare il governo russo e lo stesso Putin. Un’offensiva contro Putin che, ad esempio, passa anche attraverso la difesa, da parte dei media occidentali, degli oligarchi russi che Eltsin aveva fatto arricchire, che avevano iniziato a depredare il patrimonio economico russo e privatizzare le grandi aziende di Stato russe (come il Gazprom), oligarchi che Putin, invece, ha sconfitto, riconsegnando tanta parte della ricchezza russa al controllo dello Stato. Occorre capire tutto ciò per dare il giusto senso all’ attuale attacco dei media occidentali contro l’attuale potere politico russo.

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Domenica 4 Marzo il PCI vota e fa votare Potere al Popolo!

di Segreteria Nazionale PCI

Potere al Popolo! è la lista di cui i comunisti fanno parte per “battersi per contrastare la barbarie che ha mille volti: il lavoro che sfrutta ed umilia, la povertà e l’ineguaglianza, i migranti lasciati annegare in mare, i disastri ambientali, i nuovi fascismi, la violenza sulle donne, la crescente repressione, i diritti negati”.

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