Mese: novembre 2017

Il giudice, il prigioniero… e i romanzieri

di Domenico Losurdo

Prefazione al volume “Gramsci e il giudice” di Ruggero Giacomini

Tra i tormenti che affliggono Gramsci in carcere c’è un dubbio, semplice e atroce: i suoi compagni di partito si stanno realmente impegnando per la sua liberazione, oppure c’è qualcuno che trama nell’ombra per ostacolarla o renderla impossibile? A partire da questo dubbio, alcuni interpreti si sono sbizzarriti in ricostruzioni romanzesche, al cui centro campeggia l’avventurosa affermazione secondo cui il grande pensatore e rivoluzionario avrebbe concluso la sua esistenza dando l’addio alla militanza comunista. Ho parlato di ricostruzioni romanzesche per il fatto che esse si fondano sul nulla. Non solo i Quaderni, anche le Lettere dal carcere testimoniano sino alla fine l’interesse simpatetico di Gramsci per il paese scaturito dalla rivoluzione d’Ottobre.

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Congresso regionale di Rifondazione: il saluto del PCI

Al Congresso regionale di Rifondazione Comunista, che si è tenuto oggi presso il Circolo dell’Autorità Portuale di Genova, il Partito Comunista ha voluto essere presente. Oltre all’intervento di saluto portato dal segretario della federazione di Genova, il segretario regionale della Liguria – non potendo essere presente a causa di un altro impegno politico a Roma – ha inviato un messaggio scritto, nel quale si è ribadita la necessità di uno sforzo comune per cercare di costruire la più ampia unione dei comunisti. Ecco il testo:

Care Compagne e cari Compagni,

nel ringraziarvi per l’invito mi scuso per non poter essere tra voi visto l’importante Comitato Centrale del mio Partito fissato in concomitanza proprio oggi a Roma.

Il congresso che andate ad affrontare è molto importante, sia per la prospettiva comunista, sia per la prospettiva della sinistra nel nostro territorio.

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La risposta del C.C. del Partito del Lavoro della Corea del Nord alle domande del PCI

“IL NOSTRO RIARMO E’ L’UNICA RISPOSTA POSSIBILE
ALL’ AGGRESSIVITA’ BELLICA E NUCLEARE DEGLI USA CONTRO DI NOI”

Così risponde il C.C. del Partito del Lavoro della Corea del Nord alle domande poste dal PCI

RISPOSTA DEL C.C. DEL PARTITO DEL LAVORO DELLA COREA DEL NORD

 Al compagno Fosco Giannini; al Comitato Centrale del PCI

Cari compagni,

siamo molto lieti di poter comunicare direttamente al Vostro Partito e al popolo progressista italiano, tramite la nostra risposta all’intervista del compagno Fosco Giannini, le notizie relative alle lotte condotte dal nostro Partito per la costruzione del socialismo e della posizione del nostro Partito riguardante la situazione nella penisola coreana.

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Ciao Dante

Dante Taccani

Con profondo dispiacere abbiamo appreso della improvvisa e prematura scomparsa del compagno Dante Taccani, noto esponente di Rifondazione Comunista a Genova. La sua scomparsa giunge a pochi giorni dalla notizia della morte di Andrea Tosa, altro esponente di quella Genova che non ci sta, che lotta per cambiare uno status quo devastante, a prescindere dalla formazione politca nella quale si sceglie di militare.

Con Dante e con Andrea abbiamo condiviso molte battaglie – ultima quella per dire NO alla riforma costituzionale di Renzi -, abbiamo litigato, fatto pace, litigato di nuovo, in quel ciclo infinito di scambio di opinioni che è la politica fatta da chi la vive con passione, fra la gente e per la gente, ognuno coerente e testardo nell’affermare le proprie idee, ma sempre rispettoso dell’onestà intellettuale dell’altro.

Nel 2001, Dante Taccani era assessore nella giunta del sindaco Pericu. Dopo i tragici fatti del G8, il suo partito decise di abbandonare la maggioranza in Comune e Dante diede immediatamente le dimissioni, ritornando al suo lavoro di preside all’istituto Bergese di Sestri Ponente, dimostrando maggior attaccamento alle proprie convinzioni che alla proprio “posto al sole”.

La nostra solidarietà e vicinanza va anche a Patrizia, compagna di Dante nella vita e nella lotta al fascismo, oltre che ai loro due figli.

Che la terra ti sia leggera.

Alberto Soave
Segretario Federazione di Genova
Partito Comunista Italiano

Il PCI per una lista comunista e anticapitalista

di Manuela Palermi, presidente del CC
e Bruno Steri della segreteria nazionale

L’annullamento dell’assemblea già indetta per il prossimo 18 novembre, che ha chiuso ingloriosamente il percorso aggregativo (o quasi aggregativo) apertosi al Brancaccio, e, d’altro lato, la riuscita della manifestazione dell’11 novembre scorso con cui nelle strade della capitale si è palesato un fronte di opposizione alle politiche di questo governo e dell’Unione Europea, chiudono una fase e ne aprono una nuova. Il tempo delle valutazioni e degli indugi, del confronto tra diversi ambiti della sinistra è scaduto: ogni ulteriore melina, oltre che dannosa risulterebbe ambigua. Siamo entrati di fatto in un contesto pre-elettorale; e, rispetto alla scadenza delle imminenti elezioni politiche, occorre da subito prendere posizione. Il Pci lo ha fatto con una chiara dichiarazione del suo segretario nazionale, in cui si conferma l’intento di costruire “un’articolata lista unitaria comunista, anticapitalista, di sinistra alternativa”. Ciò significa che la lista promossa da Bersani/D’Alema, il cui lancio ufficiale è previsto per il prossimo 2 dicembre, non resterà l’unica opzione possibile alla sinistra del Pd. Le due liste qui menzionate non sono infatti unificabili, in quanto sono espressione di progetti politici radicalmente differenti.

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Dichiarazione del segretario nazionale in merito alle elezioni nazionali

Pubblichiamo la dichiarazione del segretario nazionale del PCI, Mauro Alboresi, in merito al percorso elettorale che, proprio in questi giorni, è in via di definizione.

Il momento è ora!

Come PCI prendiamo atto di quanto sta accadendo nel “campo largo”della sinistra, delle scelte compiute e/o annunciate, da questa o quella formazione, sul piano delle alleanze elettorali e per il dopo elezioni. È un dato di fatto che molto di quanto per mesi si è dato per scontato non si è rivelato tale. Noi eravamo e restiamo convinti della necessità di assumere il merito come discriminante per determinare, oggi è domani, scelte politiche ed alleanze. Ciò che per noi è necessario è una chiara scelta di campo, una proposta in grado di rappresentare, per davvero, la necessaria rottura rispetto alle politiche impostesi all’insegna del liberismo, dell’austerità, in ossequio ai diktat della Troika. Serve una scelta politica che si proponga di dare voce e rappresentanza alle tante ed ai tanti che non si rassegnano al precipitare della loro condizione, al declino dell’italia, a chi ha manifestato lo scorso 11 novembre, a chi il giorno prima ha dato vita ad un importante e riuscito sciopero, a chi lotta ogni giorno rivendicando un futuro per se è per gli altri.

Tale scelta politica non può essere chiesta indistintamente a tutta la sinistra, semplicemente perché tante sue parti non hanno, non possono avere ciò nelle “loro corde”, come la loro storia, i loro obbiettivi evidenziano. Guardando alle elezioni, che per noi restano un mezzo e non un fine, serve quindi mettere in campo una articolata lista unitaria comunista, anticapitalista, di sinistra alternativa, è serve farlo presto. Noi, il PCI, ci siamo e ci saremo, convinti che il momento è ora.