Mese: ottobre 2017

Stop Fiscal Compact, una iniziativa di Rete delle Città in Comune e ATTAC

STOP FISCAL COMPACT
LA RETE DELLE CITTÀ IN COMUNE E ATTAC SCRIVONO AI SINDACI

Ai Sindaci e ai Consiglieri Comunali

A fine 2017, cinque anni dopo la sua approvazione, il Fiscal Compact deve essere valutato dai Parlamenti nazionali e potrebbe, in seguito a valutazione positiva, essere inserito nell’ordinamento europeo, divenendo giuridicamente superiore alla legislazione nazionale e rendendo irreversibili le politiche d’austerità.

Continua la lettura di “Stop Fiscal Compact, una iniziativa di Rete delle Città in Comune e ATTAC”

Verso lo sciopero generale: è tempo di lottare

Il PCI comunista di Genova aderisce allo sciopero generale del 10 novembre, indetto dall’Unione Sindacale di Base e alla manifestazione nazionale di sabato 11 novembre per la nazionalizzazione delle imprese strategiche e per difendere i servizi pubblici contro le privatizzazioni. I comunisti genovesi saranno in piazza dei Truogoli di Santa Brigida mercoledì 8 per partecipare all’assemblea pubblica, promossa da USB Federazione Liguria e Piattaforma sociale Eurostop.

Il volo di Pjatakov. La collaborazione tattica tra Trotskij e i nazisti

Riceviamo questa interessante segnalazione letteraria e ne diamo comunicazione. Inoltre, a seguire, potete visionare un estratto del secondo capitolo.

Dal 19 ottobre 2017 è disponibile il libro “Il volo di Pjatakov. La collaborazione tattica tra Trotskij e i nazisti” di Daniele Burgio, Massimo Leoni e Roberto Sidoli, pubblicato dalla casa editrice PGreco edizioni, pag. 596, euro 28,00.

Il saggio può anche essere richiesto direttamente alla casa editrice PGreco Mimesis edizioni (tel. 02 24416383 – email: ordini@edizionipgreco.it www.edizionipgreco.it) al costo di euro 23,80 compreso spese di spedizione (con pagamento paypal, bonifico ecc.).

Continua la lettura di “Il volo di Pjatakov. La collaborazione tattica tra Trotskij e i nazisti”

Concetto Marchesi, il rettore che non si piegò al fascismo

Giorgio Frasca Polara, Y.tali.com, 27 ottobre 2017

Concetto Marchesi

Tra qualche giorno cadono settantaquattro anni da quando, “tra le rovine di una guerra implacata”, Concetto Marchesi – il grande latinista, il parlamentare libero, l’appassionato comunista – si dimise da rettore dell’Università di Padova (“non intendo apparire un vostro collaboratore”), scrisse al ministro dell’educazione nazionale, e lanciò un appello ai suoi studenti: “Non lasciate che l’oppressore disponga ancora della vostra vita”.

Ai più giovani il nome di Concetto Marchesi si associa certo assai più a una straordinaria storia della letteratura latina (e a fondamentali studi sull’amatissimo, e modernissimo, Lucrezio) che non allo straordinario vissuto nella drammatica temperie dell’Italia materialmente e moralmente distrutta da una guerra infame.

Continua la lettura di “Concetto Marchesi, il rettore che non si piegò al fascismo”

Un filosofo nel porto di Cuba

Claudio Tognonato, Il Manifesto, 16 ottobre 2005

Simone de Beauvoir, Jean-Paul Sartre e Che Guevara

Ventidue febbraio 1960, Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir sbarcano all’aeroporto dell’Avana. È passato solo un anno da quando i barbudos sono scesi dalla Sierra Maestra e hanno cacciato via Fulgencio Batista, il dittatore di turno. Fidel Castro è un giovane avvocato, Ernesto Che Guevara, medico argentino, è presidente della Banca Centrale di Cuba. Non era diventato ancora l’ennesima icona del consumismo occidentale, il suo volto restava ancora sconosciuto. Il Che è il promotore della guerra di liberazione contro l’imperialismo americano, il teorico della “guerra di guerriglia” come risposta continentale all’oppressione del Nord verso il Sud del pianeta.

Jean-Paul Sartre, simbolo dell’intellettuale di sinistra, è anche il filosofo che non ha mai preso la tessera del partito comunista francese, ma vuole conoscere da vicino una rivoluzione. Mentre Sartre visita Cuba, a Parigi, la casa editrice Gallimard, sta completando la stampa della Critica della ragione dialettica e il libro uscirà infatti qualche mese dopo, ad aprile. Sartre vuole affiancare esistenzialismo e marxismo, vuole cioè rimettere in movimento la dialettica sclerottizzata dei partiti comunisti al potere nei paesi dell’Est e di quelli ad occidente dell’Elba.

Continua la lettura di “Un filosofo nel porto di Cuba”

Il Comune di Genova assente alla “Marcia contro il fascismo”

Nel pomeriggio di oggi abbiamo appreso, senza peraltro esserne sorpresi, che il Comune di Genova non ha aderito alla manifestazione “Marcia contro il fascismo” indetta dall’ANPI in gran parte delle città italiane in occasione dell’anniversario della marcia su Roma (28 ottobre 1922).

A nostro parere, l’assenza del gonfalone del Comune, che si fregia della Medaglia d’Oro al Valor Militare per i fatti eroici della Resistenza nella nostra città, è un fatto gravissimo e non vorremmo che, per raccattare qualche voto fra gli estremisti di destra e i nostalgici del duce, le forze politiche di destra al momento maggioritarie a Genova e in Liguria, sottovalutassero la minaccia costituita dalle organizzazioni neofasciste e neonaziste che stanno aprendo sedi e svolgendo una intensa attività di propaganda, approfittando del disorientamento di molti nostri concittadini sul tema dei migranti, anche a causa della lunga crisi economica che ha colpito in prevalenza i lavoratori, i pensionati, i disoccupati.

Siamo peraltro certi che la città saprà dare un’adeguata risposta alle nuove forme del fascismo e domani saremo in piazza a fianco di tutte le forze democratiche e antifasciste.

1922 – Colpo di Stato della borghesia

La Marcia su Roma

Il 20 febbraio del 1922 veniva costituita l’Alleanza del Lavoro, un cartello al quale aderivano sindacati e partiti politici antifascisti, avente come scopo la creazione di “un’alleanza delle forze proletarie” per rispondere allo squadrismo fascista e risolvere i problemi delle libertà politiche e sindacali attraverso la difesa della giornata lavorativa di otto ore. Il 31 luglio l’Alleanza proclama uno sciopero generale che, per bocca di Turati, dovrà essere “legalitario” nel senso che “i lavoratori devono assolutamente astenersi dal commettere atti di violenza che tornerebbero a scapito della solennità della manifestazione e si presterebbero alla sicura strumentalizzazione degli avversari; salvi i casi di legittima difesa delle persone e delle istituzioni, contro le quali, malauguratamente, la violenza avversaria dovesse scaricare i suoi furori…”. Lo sciopero, iniziato il 1° di agosto, scarsamente organizzato e privo di guida, durò ventiquattro ore e si rivelò un fallimento permettendo ai fascisti di esercitare violenze di ogni tipo sugli scioperanti. Nella sua monumentale biografia mussoliniana, De Felice ha sostenuto che proprio questo sciopero abortito inflisse un colpo mortale alla democrazia italiana spianando “il terreno a Mussolini, spazzando via di un colpo gli ostacoli e i pericoli di cui era cosparsa la sua strada verso il potere…”. È stupefacente notare come, molti anni prima che lo storico reatino si apprestasse alla realizzazione della sua opera su Mussolini, altri aveva avuto modo di scrivere sullo stesso evento e sulle sue conseguenze quanto segue: “Nel 1921 l’Avanti! e il Partito socialista erano contrari all’azione generale proposta dai comunisti e la sabotarono in ogni modo fino alla catastrofe dello sciopero legalitario dell’agosto 1922, che ebbe solo il risultato di spingere gli industriali e la Corona verso il fascismo e di far decidere l’on. Mussolini al colpo di Stato…”: parole scritte da Antonio Gramsci nell’articolo Le elezioni comparso sull’Ordine Nuovo del marzo del 1924 (Gramsci antesignano del revisionismo storico? Semplicemente Gramsci storico, da leggere e da rileggere, anche da parte di chi si definisce revisionista).

Continua la lettura di “1922 – Colpo di Stato della borghesia”

Serge Halimi: Il secolo di Lenin

Le Monde Diplomatique in edicola in questi giorni ricorda l’Ottobre con un inserto di alcune pagine intitolato “Rileggere la Rivoluzione russa”. Riportiamo quello di Serge Halimi, direttore della rivista (che, lo ricordiamo, in Italia viene venduta in abbinamento a Il Manifesto).

Serge Halimi

Urss: Unione delle repubbliche socialiste sovietiche. Il nome inizialmente non rimanda a un territorio ma a un’idea: la rivoluzione mondiale. Le sue frontiere saranno quelle della sollevazione che ha trionfato in Russia, e poi di quelle che si attendono all’esterno. Sul lato superiore sinistro di un’enorme bandiera rossa, una falce e un martello simboleggiano il nuovo Stato, il cui primo inno sarà… L’Internazionale.

Continua la lettura di “Serge Halimi: Il secolo di Lenin”

“Fuori l’Italia dalla Nato”, un vecchio slogan per un tema attualissimo

Riportiamo il discorso conclusivo del convegno “Fuori l’Italia dalla Nato. Imperialismo e guerre; sì al disarmo nucleare; no all’occupazione militare della Sardegna” che si è tenuto a Cagliari sabato 7 ottobre 2017.

Juri Carlucci
Dipartimento Esteri PCI *

Care Compagne e Cari Compagni,

innanzitutto un caro saluto agli organizzatori di questo Convegno e in particolare al segretario regionale del PCI Giuseppe Ibba e ai compagni Sandro Puliga e Piero Manunta. Portandovi i saluti del compagno Fosco Giannini, responsabile del Dipartimento Esteri del PCI, inizio questo mio intervento conclusivo.

Continua la lettura di ““Fuori l’Italia dalla Nato”, un vecchio slogan per un tema attualissimo”

Il saluto del PCI al 19° congresso del Partito Comunista Cinese

Riportiamo il messaggio di saluto che la delegazione del Comitato Centrale del PCI ha portato al 19° congresso del Partito Comunista Cinese, iniziato il 18 ottobre. 

In occasione del 19° Congresso del Partito Comunista Cinese, vi inviamo a nome del Comitato Centrale del Partito Comunista Italiano le nostre più calorose felicitazioni ed i migliori auguri di buon lavoro.

Il 19° Congresso del vostro partito cade in un momento cruciale per gli equilibri mondiali, segnati da una forte instabilità e contraddittorietà. Da un lato la crisi del sistema capitalistico nei paesi occidentali sta producendo impoverimento, aumento delle disuguaglianze e minacce di guerre sempre più ricorrenti e forti. Dall’altro lato assistiamo invece alla ripresa della lotta dei lavoratori, dei giovani e delle donne nella difesa dei propri diritti ed all’emersione, nell’economia e nella politica mondiale, di uno schieramento articolato di Paesi, tra cui il vostro, non subalterno alla triade imperialista USA-UE-Giappone, un nuovo schieramento internazionale che lavora per garantire la pace.

Continua la lettura di “Il saluto del PCI al 19° congresso del Partito Comunista Cinese”