Mese: giugno 2017

Dietro le polemiche interne al PD, un comune obiettivo politico: la gestione di un nuovo patto per l’Europa

Sabato 1 luglio, il PCI parteciperà all’assemblea nazionale di Eurostop. Il nostro Partito ha da tempo maturato il convincimento della negatività e della irriforma-bilità dell’Unione Europea. Proprio in questi giorni, al Consiglio Europeo si stanno prendendo decisioni che riteniamo gravi e pericolose per la pace e per le condizioni di vita della popola-zione italiana. In particolare, si sta decidendo la costituzione di un esercito europeo e l’elezione di un ministro delle Finanze che coordini le politiche dei Paesi membri. A nostro avviso di tratta di un ulteriore attacco alla nostra Costituzione e alla sovranità popolare.

Il compagno Bruno Steri, nell’articolo qui sotto riportato, illusta la posizione del PCI, affrontando argomenti che saranno oggetto del dibattito nel corso dell’assemblea di Eurostop.

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30 giugno 1960, Genova si ribella al rigurgito fascista

La manifestazione in piazza De Ferrari

Il 30 giugno 1960 la Genova antifascista scese in piazza per impedire quella che, a tutti gli effetti, era una provocazione: il congresso del Movimento Sociale Italiano nella città Medaglia d’Oro per la Resistenza, quella che si era liberata da sola dal gioco nazi-fascista, pagando un duro prezzo in termini di vite umane. 

In questa occasione i lavoratori e gli studenti scesero in massa a manifestare il loro dissenso contro questo rigurgito di fascismo e i valori della Resistenza vennero affermati con forza dalla parte migliore della popolazione genovese. 

Riportiamo questa breve sintesi di quello che accadde, tratta dal post che un compagno ha messo sul suo profilo Facebook.

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Il cordoglio del PCI di Genova per la scomparsa della vedova di Enrico Berlinguer

Letizia ed Enrico Berlinguer

Letizia Laurenti, la vedova di Enrico Berlinguer, è scomparsa la notte del 27 giugno. Aveva 89 anni e per 27 era stata sposata con il segretario generale del Partito Comunista Italiano, con il quale aveva avuto tre figli: Bianca, Marco e Laura.

Enrico Berlinguer si era innamorato della sua futura moglie nel corso di una vacanza in Valle d’Aosta e i due si erano sposati in Campidoglio, con rito civile, nel 1957.

Letizia Berlinguer condivideva con il marito uno stile di vita schivo e riservato. Raramente lo accompagnava nelle occasioni ufficiali e preferiva condividere con il marito una intimità riservata, che escludeva, salvo rare occasioni, il partito e i compagni dalla vita familiare. Letizia non si era mai iscritta al Partito, ma con provava una forte condivisione di valori con il marito.

Dopo la scomparsa di Berlinguer nel 1984, si era ancor più ritirata dalla vita pubblica.

La federazione di Genova esprime il proprio cordoglio alla famiglia e agli amici di Letizia ed Enrico Berlinguer.

30 giugno 1960, i fatti di Genova

Il 30 giugno 1960, a seguito della decisione del governo presieduto dal democristiano Tambroni di permettere che il Movimento Sociale Italiano tenesse a Genova, città medaglia d’oro al valor militare per la Resistenza, il suo congresso nazionale, portuali, operai e studenti scesero in piazza per protestare, scatenando una furiosa repressione da parte delle forze dell’ordine. Epicentro degli scontri fu piazza De Ferrari.

Due giorni prima, Sandro Pertini aveva tenuto un discorso particolmente ispirato in piazza della Vittoria, nel quale affermava il nesso inscindibile fra la tensione che stava salendo e il ruolo di Genova nella Resistenza al nazifascismo.

Il tema dell’antifascismo è, purtroppo, tuttora di stretta attualità. Basti pensare ai reiterati tentativi da parte di forze dell’estrema destra, che a Mussolini e al suo movimento non negano di ispirarsi, per portare nella nostra città i massimi esponenti del più becero nazionalismo, xenofobo e reazionario.

Di seguito trovate il documentario, diviso in quattro parti, girato da Mimmo Calopresti sui fatti di Genova.

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Le proposte del PCI per cambiare l’Italia

Domenica 25 giugno, il Partito Comunista Italiano ha presentato le sue proposte per cambiare l’Italia (scarica qui il PDF). Il compito dei comunisti, ora, è quello di divulgarlo sui territori, trasfromarlo in azione politica concreta e realizzarlo.

Nelle prossime settimane, inizieremo a prendere contatti con le altre forze politiche della sinistra per verificare quali di queste proposte può essere oggetto di azione immediata nella nostra realtà territoriale.

Nel programma del PCI, largo spazio viene dedicato alla questione delle privatizzazioni, tema sul quale siamo particolarmente sensibili data l’attenzione che abbiamo dedicato alla vicenda dell’accorpamento di AMIU in IREN. La posizione del PCI, in proposito, è articolata in due punti:

  1. stop alla privatizzazione di AMIU e degli altri servizi pubblici locali;
  2. ritorno alla gestione pubblica dei troppi servizi esternalizzati, privatizzati in nome di ragioni che non hanno portato benefici né all’utenza né tantomeno ai lavoratori. Il Partito Comunista Italiano è per affermare il vincolo della equivalenza economica tra la gestione diretta e quella esternalizzata in materia di trattamento del lavoro, contro il dumping salariale. A parità di prestazione deve, quindi, corrispondere parità di trattamento economico.

 

Intervista a Mauro Alboresi sulla censura al Teatro Brancaccio: «Inaccettabili le motivazioni di Anna Falcone»

Di Alessandro Bianchi, l’Antidiplomatico

Anna Falcone e Tomaso Montanari sul palco al Teatro Brancaccio di Roma il 18 giugno 2017

Teatro Brancaccio, Roma. E’ andato in scena ieri l’incontro di varie componenti che avevano accolto l’invito della “società civile” per una nuova ricerca di unità a sinistra. La giurista Falcone, protagonista con lo storico dell’arte Montanari dell’iniziativa, ha deciso di non far parlare durante i lavori dell’Assemblea il segretario del Pci. E la motivazione, abbastanza singolare, è così sintetizzabile: ha già parlato Acerbo, segretario di Rifondazione Comunista. Sull’iniziativa in sè del Brancaccio non abbiamo molto da aggiungere a quello che abbiamo già pubblicato nei giorni precedenti. Trattasi, in estrema sintesi, dell’apripista di “Campo progressista” di Pisapia e dagli ex Pd…. per creare un nuovo Pd.

Manuela Palermi, presidente del Pci, ha scritto una nota molto critica in cui dichiara: “Quando qualcuno non ti permette di parlare, vuol dire che non vuole sentire quello che hai da dire. Il Pci ha risposto positivamente all’appello Falcone/Montanari manifestando, per correttezza politica, la sua posizione. E cioè: nessuna alleanza col Pd, nessuna riedizione del centrosinistra e il mantenimento della proprio autonomia politica ed organizzativa. Per capirci bene tra noi: il Pci non aderisce ad alcun soggetto politico, non si scioglie, ma continua con assoluta determinazione la sua ricostruzione.”

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Dalle donne di tutto il mondo la forza della lotta e la fiducia nel cambiamento

di Milena Fiore (componente del Comitato centrale del PCI)

Dal 19 al 23 giugno prossimi, a Roma, donne di tutto il mondo, militanti di organizzazioni femminili in lotta per l’emancipazione, la parità nella differenza tra i generi e la giustizia sociale, si riuniranno nella storica sede della Casa internazionale delle donne in occasione della sessione annuale della presidenza della Federazione democratica internazionale delle donne (FDIM/WIDF).

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COMUNICATO STAMPA: La posizione del PCI in vista del ballottaggio a Genova

In occasione del ballottaggio per l’elezione del sindaco del Comune di Genova, la federazione di Genova del Partito Comunista Italiano ha deciso di non prendere posizione e lascia ai suoi iscritti e simpatizzanti la facoltà di decidere secondo le loro convinzioni.

Non ci sentiamo rappresentati da alcuno dei candidati, dai loro programmi e dalle coalizioni che li sostengono.

Per parte nostra valuteremo di volta in volta le singole decisioni che verranno prese dalla giunta comunale entrante, in particolar modo per quanto riguarda il tema delle privatizzazioni dei servizi pubblici locali, il trattamento dei migranti, la gestione del territorio e lo sviluppo economico sostenibile della nostra città, il rispetto delle norme sulla sicurezza del lavoro e i diritti dei lavoratori.

Contestualmente, proseguiremo l’opera di riorganizzazione e consolidamento del partito sui territori, la campagna di tesseramento e il dialogo con le altre forze politiche che condividono la nostra posizione di alterità nei confronti del PD e della riproposizione del defunto modello di centrosinistra.

La ricostruzione del PCI richiede tempo, lo sappiamo, ma abbiamo obiettivi di lungo periodo che ci dispensano dalle forzature elettoralistiche e politicistiche proprie di questa fase della politica nazionale e locale.

Comunicato stampa del Partito Comunista Italiano

“Speriamo di essere smentiti, ma se è vero che il buon giorno si vede dal mattino più di un motivo di preoccupazione è legittimo. Al Pci, che ha aderito all’assemblea nazionale “Per la democrazia e l’uguaglianza” promossa con l’appello Falcone/Montanari, non è stato consentito di intervenire nel dibattito, adducendo prima motivazioni inaccettabili, presentando poi addirittura il fatto come una “encomiabile rinuncia”. Atteggiamento che lascia spazio a più di un legittimo interrogativo. Il Pci conferma il proprio impegno in direzione della ricerca della massima unità possibile a sinistra, la necessità di un’altra agenda per l’Europa, di un’altra agenda per l’Italia, dell’affermazione di una politica in assoluta discontinuità con quella liberista imperante. Tale alternativa, per affermarsi, non può che essere perseguita  fuori da ogni logica di accordo con il Pd e di riedizione del centrosinistra qualunque sia la sua articolazione. Anche a tal fine il Pci ha invitato tutte le forze comuniste e della sinistra all’iniziativa dallo stesso da tempo promossa per domenica 25 giugno all’hotel Universo a Roma avente al centro le proprie proposte per il cambiamento sociale e politico dell’Italia”.