Mese: Aprile 2017

I dieci giorni che sconvolsero il mondo

Fra pochi mesi si terranno le celebrazioni per il centesimo anniversario della Rivoluzione Russa, momento storico fondamentale per l’intera umanità, non solo per la popolazione di quell’enorme paese o per i nostalgici.

Sulla Rivoluzione di Ottobre si sono scritti fiumi di pagine, ma non sempre con obiettività. E allora abbiamo deciso di trascrivere un libro, quello famosissimo di John Reed, I dieci giorni che sconvolsero il mondo, per far sì che chiunque ne abbia voglia possa rendersi conto di quale fu il contesto in cui si svilupparono determinati avvenimenti, chi ne furono i protagonisti e quali le loro pulsioni ideali.

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Sosteniamo la candidatura di Paolo Putti, ma…

Paolo Putti

Negli ultimi anni abbiamo partecipato attivamente ai lavori di Rete a Sinistra. In alcuni momenti ci riconoscevamo pienamente nel percorso, in altri meno, ma avevamo deciso che era meglio essere all’interno di un processo per tentare di orientarlo verso le nostre posizioni piuttosto che rimanerne fuori e subirne passivamente l’evoluzione. Così non è stato, voltiamo pagina e andiamo avanti.

Certo, ci sarebbe piaciuto partecipare a un raggruppamento di forze politiche in coalizione con la lista civica di “Effetto Genova”, la compagine civica sorta intorno a Paolo Putti dopo la sua uscita dal Movimento Cinque Stelle, e contribuire così alla costituzione di un embrione di “Quarto Polo”, ma non ci sono state le condizioni per farlo.

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Dopo la GBU-43 di Trump: no alle bombe del dottor Stranamore. Ricostruire il movimento contro la guerra

 

Riceviamo e immediatamente pubblichiamo questo comunicato della segreteria nazionale in merito alla bomba sganciata dall’aviazione americana in Afghanistan

Il dottor Stranamore ha sganciato la bomba. Donald Trump, il presidente del più potente Stato imperialista – gli Usa – che in questi anni ha versato il sangue di centinaia di migliaia di civili inermi, oggi dà dell’animale ad Assad mentre in poche settimane bombarda lo Yemen e la Siria; minaccia non tanto velatamente Mosca e Pechino; rafforza la presenza navale militare USA nei Mari del Sud della Cina; stanzia altri milioni di dollari per trasformare le squadre nazi-fasciste a Kiev in uno strutturato esercito filo americano di repressione e conquista dell’Ucraina; prosegue le politiche “golpiste” già messe in campo da Obama in America Latina; invia la propria “armada” navale nei mari della Corea del Nord. Ed ora – per terrorizzare i nemici e l’intero mondo – giunge a far esplodere in Afghanistan una bomba GBU-43 di 11 mila tonnellate di esplosivo, seconda sola alle bombe atomiche. Siamo già all’orrore. Ci chiediamo: quanti morti, quanta distruzione in Afghanistan dalla GBU-43? Lo sapremo mai? Lo riveleranno mai i media occidentali asserviti ai voleri imperialisti?

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Con i lavoratori di AMIU in sciopero il 27 aprile

La privatizzazione di AMIU (chiamarla accorpamento, fusione o partnership strategica può solo servire ad addolcire la pillola, ma non cambia la sostanza delle cose) desta gravi preoccupazioni nei lavoratori dell’azienda i quali scenderanno in sciopero il 27 aprile. La cessione non sta bene ai lavoratori, ma soprattutto desta gravi preoccupazioni per il futuro. Troviamo anche significativo il fatto che tutte le organizzazioni sindacali abbiano aderito, superando le divisioni che hanno caratterizzato le ultime settimane.

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La campagna per una Sanità pubblica, gratuita, di qualità

Il 16 febbraio, con un presidio davanti alla sede della Camera dei Deputati, il Partito Comunista Italiano ha dato avvio alla campagna per una Sanità pubblica, gratuita e di qualità. L’iniziativa, come molte altre da noi organizzate è passata sotto completo silenzio da parte dei media nazionali, ma questo fatto non ci scoraggia assolutamente.

Nel corso del presidio, a partire dalla denuncia concernente lo stato, sempre più preoccupante, nel quale versa il Servizio Sanitario Nazionale, delle molteplici ragioni che ne sono alla base, si è focalizzata l’attenzione su alcune questioni che lo determinano: ticket, liste di attesa, pronto soccorso, condizione lavorativa ecc.

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Il PCI dice NO al nuovo attacco USA contro la Siria

di Fosco Giannini,
segreteria nazionale PCI
responsabile Dipartimento Esteri

Questa mattina, alle 2.30, sono stati lanciati 59 missili Tomahawk da due portaerei USA al largo del Mediterraneo contro la base di Al Shayrat, in Siria. Donald Trump ha dichiarato guerra e ha già iniziato l’attacco militare – come i suoi predecessori, come aveva già affermato di voler fare Hillary Clinton – contro un Paese già distrutto da una violentissima guerra imperialista, dall’esercito USA e dalla NATO.

Trump ha affermato che l’attacco militare USA sarebbe una risposta alla strage di Khan Sheikhoun, dove martedì mattina sono morte più di 80 persone, fra cui 28 bambini, strage prontamente addebitata all’esercito di Assad.

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Il Partito Comunista Italiano sulla questione della Siria

IL PCI condanna recisamente il nuovo attacco di guerra USA contro la Siria. Il motivo addotto da Trump (l’orrenda strage di Khan Sheikhoun) ha tutti i caratteri della consueta “scusa per la guerra”. Nessuna indagine internazionale, nessun fatto concreto hanno dimostrato che sia stato l’esercito siriano di Assad ad utilizzare le armi chimiche. Mentre la realtà è che l’esercito di Assad – sostenuto dalla Russia di Putin – sta vincendo sul campo contro l’Isis e contro l’”Esercito Libero” filo americano di 100 mila uomini costruito in Siria dagli USA e dai suoi alleati arabi per combattere contro lo stesso Assad.  L’utilizzo di armi chimiche sarebbe un suicidio politico per il governo siriano. A respingere le tesi di Trump, non sono solo il governo siriano e la Russia, ma anche molti analisti di politica internazionale e lo stesso vescovo di Aleppo ne mettono in discussione la possibilità.  Resta sul campo la spinta di guerra che Trump eredita dai suoi predecessori; è la spinta ad una nuova guerra in Siria nella fase della sconfitta dell’ISIS.

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C’era una volta Rete a Sinistra

Giovedì scorso (non mercoledì come erroneamente riportato nel sottostante comunicato stampa), nel corso della riunione del direttivo di Rete a Sinistra abbiamo dovuto prendere atto che questo progetto è definitivamente naufragato. Le ragioni sono molto semplici: una parte delle forze politiche (PCI, Sinistra Italiana e RIfondazione Comunista, non presente alla riunione della settimana scorsa) che componevano il direttivo ha manifestato la propria indisponibilità a un accordo con il PD, mentre un’altra parte dei membri ha deciso di appoggiare la candidatura di Gianni Crivello, promossa dal PD.

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Un modo vergognoso di fare politica

La campagna elettorale per le amministrative di Genova è iniziata nel peggiore dei modi. Ci riferiamo all’articolo apparso oggi sulle pagine dell’edizione locale di Repubblica (Matteo Pucciarelli, Liguria Digitale, il caso di Pastorino, “bando ad hoc per la compagna”) nel quale viene citato un dossier pervenuto alla redazione in forma anonima.

È un metodo ci fa schifo e che ci ricorda la peggior Democrazia Cristiana. Per noi la politica è confronto ed eventualmente conflitto, se del caso anche serrati e aspri, e di fronte a questi non ci tiriamo di certo indietro. Ma ci sono dei limiti che non possono e non debbono essere valicati, specie se coinvolgono persone che non ricoprono un ruolo pubblico. Se si sospetta di un abuso, si tirino fuori le prove e allora saranno gli organismi competenti a doversene occupare, non la stampa sulla base di “fonti anonime”. Se invece si vuole attaccare Pastorino (“reo”, secondo alcuni di aver indebolito la coalizione di centrosinistra rifiutando di far parte della stessa) lo si attacchi politicamente e sul merito, non con pettegolezzi e insinuazioni.

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