Mese: aprile 2017

1° maggio: tutelare i diritti dei lavoratori del commercio

Riportiamo il testo del comunicato stampa, a firma della segreteria regionale, inviato a tutte le testate liguri per denunciare lo sfruttamento dei lavoratori del commercio, costretti a lavorare anche nei giorni di festa.

In tutta la Liguria purtroppo centinaia di dipendenti della grande distribuzione e non solo trascorreranno la giornata di domani, 1 Maggio, al lavoro.

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La posizione del PCI sulla vicenda Alitalia

Riportiamo la dichiarazione all’ANSA di Mauro Alboresi, segretario nazionale del PCI, in merito alla vicenda Alitalia. Lo stesso Alboresi ha poi esplicitato più dettagliatamente la posizione del partito in un articolo sul sito contropiano.org: L’Alitalia torni pubblica.

“Alitalia va tenuta in vita, e’ un’azienda importante per questo paese e per il suo sviluppo E I lavoratori vanno garantiti”. È quanto afferma Mauro Alboresi del Pci. “A pagare sarebbero troppi, i 12mila lavoratori dell’Alitalia e almeno altri 50mila dell’indotto. In un Paese ridotto allo stremo dalla disoccupazione e dalla desertificazione industriale, la scelta di non mantenere in vita Alitalia sarebbe – questa sì – irresponsabile. Quando un referendum ad un preaccordo riceve un No così ampio – continua Alboresi – ad interrogarsi dovrebbero essere coloro che quel preaccordo hanno elaborato, a cominciare da un management inadeguato e fallimentare, come tutti quelli che si sono succeduti in questi anni in Alitalia e ne hanno provocato la rovina”.

Trump, tamburi di guerra

Siano i comunisti a muoversi, ad essere i primi costruttori del movimento per la pace, ad unire le forze democratiche e di sinistra contro la guerra.

Fosco Giannini
Segreteria nazionale PCI
Responsabile Dipartimento Esteri

La portaerei americana “Vinson”

La tensione, sul piano internazionale, è altissima. Una guerra, di estensione mondiale, è una più che mai concreta possibilità. L’imperialismo USA soffia violentemente sul fuoco, accumulando, giorno dopo giorno, “gli incidenti” affinché l’incendio mondiale divampi. A “sentire” il pericolo, naturalmente, è soprattutto colui che la guerra la sta preparando: Donald Trump. Il presidente USA ha infatti eccezionalmente convocato, in queste ore, l’intero Senato nordamericano alla Casa Bianca. Una scelta inconsueta, che la dice davvero lunga sulla profondità della crisi internazionale che gli USA hanno scientemente voluto e, passo dopo passo, bomba dopo bomba, minaccia dopo minaccia, provocato. Il “briefing” alla Casa Bianca del Senato in seduta esterna e plenaria è stato convocato proprio in relazione alla “crisi coreana” e l’eccezionalità dell’evento – che vede uniti tutti i cento senatori USA, democratici e repubblicani – la dice lunga sulla verosimiglianza di un attacco militare USA contro la Corea del Nord, a due passi dalla Cina. Peraltro, mentre i cento senatori USA saranno al cospetto di Trump, alla Casa Bianca, il sottomarino  nucleare “Michigan” sarà già arrivato nel porto sudcoreano di Busan, ad aumentare e rendere sempre più concreta la minaccia dell’attacco militare USA contro la Corea del Nord.

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Il commento del PCI al risultato del primo turno delle Presidenziali in Francia

Il Partito Comunista Italiano esprime le proprie vive felicitazioni per il risultato di Jean-Luc Mélenchon alle elezioni Presidenziali francesi. Questo risultato ha mostrato in maniera evidente che i lavoratori francesi non accettano le politiche imposte in questi anni dai governi socialisti e, prima, da quelli di destra.

Il padronato francese ha deciso di abbandonare i due partiti di cui a lungo si è servito (il socialisti e i repubblicani), incapaci di portare a termine sino in fondo il programma antisociale, in favore di due nuovi servitori: da una parte Macron, uno di loro, un banchiere prestato alla politica con la missione chiara di smantellare completamente il programma uscito dal Consiglio Nazionale della Resistenza; dall’altra la milionaria di estrema destra Marine Le Pen, che aveva il compito di deviare la rabbia e la frustrazione verso gli immigrati. Tutti e due pronti ad obbedire agli ordini atlantici.

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Socialismo e cultura

Antonio Gramsci

Il 27 aprile di ottanta anni fa moriva Antonio Gramsci, il “Capo della classe operaia italiana” (come ebbe modo di definirlo Palmiro Togliatti), vittima della carcerazione fascista che aveva inteso “impedire a questo cervello di funzionare”. Quel cervello, però, non smise di lavorare e produsse quella raccolta di pensiero innovativo che sono i “Quaderni del carcere“.

Nelle scuole e nelle università italiane Gramsci andrebbe studiato molto di più di quello che si sta facendo, soprattutto perché molti dei temi che tratta nella sua opera sono ancora di stretta attualità. Noi vogliamo ricordarlo con un breve articolo, scritto nel 1916 e pubblicato il 29 gennaio di quell’anno su “Il Grido del Popolo, con il titolo “Socialismo e cultura”, perché tratta di uno dei temi più scottanti nel dibattito interno alla sinistra italiana nel secondo decennio del Ventunesimo secolo: la perdita, appunto, di una cultura autonoma, critica e coerente.

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Italo Calvino: “Ricordo dei Partigiani vivi e morti”

Italo Calvino è stato un grandissimo romanziere, ma fu anche un Partigiano. Il suo primo romanzo fu “Il sentiero dei nidi di ragno“,, liberamente tratto dalle dirette esperienze che l’autore aveva affrontato durante la Resistenza. Calvino non smise mai di ricordare quei momenti e fu anche parecchio attivo nel mantenere viva la memoria di quei giorni. Presentiamo uno dei primissimi articoli che pubblicò, sul numero 13 de “La voce della democrazia”, uscito a Sanremo martedì 1° maggio 1945.

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Il 25 aprile è sempre un giorno speciale

Per un partito comunista, il 25 aprile è sempre un giorno speciale.

Ogni anno il nostro pensiero va a quelle migliaia di giovani che seppero dire di no al fascismo e all’occupazione tedesca e che, a rischio della loro vita, decisero di farsi carico personalmente dei destini del nostro paese. Questa considerazione è valida ancor più a Genova, città che – unico caso in tutta Europa – si liberò da sola, due giorni prima dell’arrivo delle truppe anglo-americane.

Ma ripercorriamo, a grandi linee, quella storia. È nota, ma è sempre meglio ricordarla.

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Ora e sempre, RESISTENZA!

Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.

Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.

Ma soltanto col silenzio del torturati
più duro d’ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.

Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA

Piero Calamandrei

Noi domani in piazza ci saremo

Domani saremo in tutte le piazze d’Italia per celebrare l’anniversario della Liberazione, momento fondamentale della storia del nostro Paese e per il movimento comunista italiano.

Riportiamo questo breve comunicato della nostra segreteria nazionale per rimarcare un’ennesima volta la distanza abissale che esiste fra noi e posizioni come quella assunta dal Partito Democratico che tendono a svalorizzare il significato della lotta al nazifascismo.

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Centoquarantasette anni fa nasceva Lenin

Nell’anno del centenario della Rivoluzione russa, non potevamo dimenticarci dell’anniversario della nascita di Lenin, il suo massimo artefice. Lo facciamo con una breve nota biografica, liberamente tratta dal sito Biografie. Per un archivio, seppur incompleto, delle opere rimandiamo alla pagina dedicata a Lenin in questo sito.

Vladimir Ilic Uianov nasceva infatti il 22 aprile 1870 a Simbirsk (oggi Ulanovsk).

Gli anni di studio e della sua adolescenza coincisero con uno dei periodi più travagliati della storia sociale e politica russa. Il governo zarista, dopo l’uccisione dello zar Alessandro II da parte dei populisti nel 1881, si affrettò ad annullare le pur limitate riforme che erano state concesse nel decennio precedente.

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