Mese: febbraio 2017

Rivive in Emilia Romagna un’idea del 1977

Ne avevamo dato un accenno qualche tempo fa, ma ora siamo in grado di dettagliare meglio i termini della proposta di Piergiovanni Alleva, consigliere regionale in Emilia Romagna e membro della direzione del PCI.

«Lavorare meno, lavorare tutti»
L’idea del ‘77 che rivive in Emilia

Proposta di legge del consigliere e giurista Giovanni Alleva:
«Settimana da 32 ore e azzeriamo i disoccupati»

BOLOGNA – Lavorare 35 ore alla settimana. Fausto Bertinotti si agitò tanto, nel 1998, fino a far cadere, sotto i colpi della sua bandiera mai davvero issata su nulla, il governo dell’Ulivo di Romano Prodi: spianando la strada a Massimo D’Alema. In Francia, unico paese europeo, il socialista Lionel Jospin introdusse la norma nel 1997: ma da tempo traballa, non sopravviverà se alle elezioni vinceranno il centro o la destra, gli stessi socialisti di Hollande e Valls non sanno che pesci prendere, hanno guardato al Jobs Act di Renzi. In Emilia- Romagna in compenso c’è qualcuno che vuole ridurre ancora di più l’orario di lavoro: dalle attuali 40 ore a 32, per «assorbire interamente» la disoccupazione. Con contributo economico dell’Ente Regione.

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Nota della segreteria nazionale sulle elezioni amministrative 2017

Nella prossima primavera circa 1.000 Comuni Italiani saranno chiamati a rinnovare sindaci, consigli comunali e circoscrizionali.

E’ un appuntamento elettorale molto importante che interessa complessivamente una popolazione di oltre 10 milioni di abitanti.

Tra gli altri, sono interessati al turno elettorale una Regione (Sicilia) e  25 Città Metropolitane e/o Capoluoghi di Provincia (Palermo, Genova, Verona, Padova, Taranto, Parma, Monza, Catanzaro, Piacenza, L’Aquila, Lecce, Frosinone, Rieti, Gorizia, La Spezia, Alessandria, Asti, Cuneo, Oristano, Trapani, Lucca, Pistoia, Belluno, Como, Lodi).

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Nato e Ucraina: una miscela esplosiva. 2) Le colombe armate dell’Europa

Ed ecco il secondo articolo sul tema dell’ingresso dell’Ucraina nella NATO, questa volta a firma di Manlio Dinucci, esperto di tematiche della pace e della guerra.

Le colombe armate dell’Europa

Manlio Dinucci, Il Manifesto, 21 febbraio 2017

Ulteriori passi nel «rafforzamento dell’Alleanza» sono stati decisi dai ministri della Difesa della Nato, riuniti a Bruxelles nel Consiglio Nord Atlantico. Anzitutto sul fronte orientale, col dispiegamento di nuove «forze di deterrenza» in Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia, unito ad una accresciuta presenza Nato in tutta l’Europa orientale con esercitazioni terrestri e navali.

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Nato e Ucraina: una miscela esplosiva. 1) Un voto che prepara la guerra

Il Comitato #NOGUERRA #NONATO, nel quadro della petizione “La pace ha bisogno di te. Sostieni la campagna per l’uscita dell’Italia dalla NATO per un’Italia neutrale”, ha pubblicato due articoli di aggiornamento sulla situazione in Ucraina. Nel 2014, in questo paese dell’ex Unione Sovietica, assistemmo a un vero e proprio colpo di Stato, oltretutto supportato da forze politiche di estrema destra, sia nazionali che straniere, che non fanno mistero di rifarsi al nazismo. Oggi, il presidente ucraino Poroshenko intende indire un referendum popolare per chiedere al suo popolo di aderire alla NATO. Un passo gravissimo che snaturerebbe ulteriormente le ragioni fondative dell’Alleanza Atlantica e che contribuirebbe a un ulteriore isolamento della Russia, fatto che potrebbe portare a conseguenze catastrofiche.

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La conferenza di Sandro Mezzadra a C17

Sandro Mezzadra

Dal 18 al 22 gennaio si è tenuta a Roma la Conferenza sul Comunismo. Alcuni fra i principali esponenti del mondo della cultura si sono confrontati sui temi dell’identità e sul ruolo dei comunisti oggi. 

Proponiamo il testo della conferenza di Sandro Mezzadra, docente di filosofia politica all’Università di Bologna che, nel corso del suo lavoro, si è a lungo concentrato sulle varie questioni in gioco nello sviluppo della teoria politica contemporanea. Negli ultimi anni i suoi studi si sono particolarmente incentrati sulla relazione tra globalizzazione, migrazioni, cittadinanza e trasformazioni del lavoro, in dialogo con gli studi postcoloniali che ha contribuito a introdurre nel dibattito italiano e spagnolo. 

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La risposta di Genova alla provocazione neofascista

La coda del corteo in via Isonzo

La manifestazione organizzata dall’Anpi, cui hanno aderito oltre settanta forze politiche, associazioni, semplici cittadini, ha visto una partecipazione ben al di là delle aspettative, tanto che l’organizzazione ha dovuto modificare il programma previsto e trasformare quello che inizialmente doveva essere un semplice presidio in una sfilata per le vie del Levante genovese. Genova ha saputo dare un’ulteriore risposta alla provocazione di invitare forze che si ispirano al fascismo e al nazismo.

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Presidio antifascista a Sturla

Oggi saremo in piazza a manifestare il nostro sdegno contro la presenza di fascisti e nazisti europei nella nostra città, per dire il nostro no deciso alla provocazione di organizzare un convegno di forze xenofobe, razziste, nazionaliste, residui di un’idea spazzata via dalla storia nella città Medaglia d’Oro al Valor Militare per la Resistenza.

L’iniziativa di Forza Nuova è una chiara provocazione, che ha lo scopo di creare disordini, ma noi non cadremo nelle provocazioni ed esprimeremo il nostro sdegno insieme alle altre forze politiche, partiti e associazioni, che fanno dell’antifascismo uno dei punti fondativi della loro esistenza.

Al via la campagna nazionale per una sanità gratuita e di qualità

Sempre più persone, a causa della crisi e di scelte politiche sbagliate, rinuncia a curarsi perché non è in grado di pagare il ticket richiesto. Ciò rappresenta un problema gravissimo sia a livello individuale che sociale.

La sanità deve essere finanziata per mezzo della fiscalità generale, progressiva, e i cittadini non devono essere costretti a pagare due volte.

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